In una sola magica notte, abbiamo trasformato La sala del teatro Sociale in un luogo pieno di sorprese e di meraviglia, per piccoli e grandi sognatori.
Una cascata di piccoli oggetti luccicanti ha riempito il soffitto della sala e una foresta a misura di bambino è nata dove prima c’erano le poltroncine della platea. L’allestimento è composto da oltre 240 candidi alberi di carta e custodisce come tesori preziosi i piccoli giochi meccanici in latta serigrafata, prodotti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, della Collezione Lehmann solitamente esposti al Museo del Cavallo Giocattolo.
Racconto e magia sono i fili conduttori dell’installazione. L’idea di partenza è stata quella di portare lo stupore del Natale e la sua atmosfera onirica, raccontando una storia inedita, nel luogo magico per eccellenza, dove tutto l’anno le storie si rincorrono e si animano: il teatro.
L’allestimento, di quasi 300 mq, è stato pensato in funzione dei bambini, che diventeranno protagonisti di una “visita giocata” pensata per stimolare la loro fantasia in maniera ludica e divertente. Una mappa speciale li guida alla scoperta dei tesori del Bosco Incantato, tra un intricato labirinto di alberi innevati e un cielo “stellato” popolato da una cascata di oggetti da decifrare e che li accompagnano nella ricerca dei dettagli per scrivere assieme una bella storia di amicizia.
Oltre alla sala del teatro, sono stati progettati gli spazi di ingresso, foyer e sale laboratori nel retropalco, dove si sono susseguiti laboratori creativi, spettacoli e letture animate dedicate ai più piccoli e alle loro famiglie.
In una settimana di apertura si sono registrati 10mila visitatori.
Teatro Sociale Di Como | 20 – 27 dicembre 2015
Curatela: Giovanni Berera
Ideazione, progetto dell’allestimento e grafica: Roberta Radaelli, Maria Gloria Ghielmetti
Progetto ludico e grafica: Laura Salvi
Allestimento: Agorà Arts & Exhibitions
per: Museo del Cavallo Giocattolo
in collaborazione con: Teatro Sociale di Como
nell’ambito di: Como Città dei Balocchi
photo: Matteo D’Antonio – concesse da Museo del Cavallo Giocattolo